“Dare un senso a questa storia…”

Nell’ultimo incontro di quest’anno abbiamo iniziato con un gioco di improvvisazione teatrale in cui ogni persona doveva inserirsi in una storia rappresentando col proprio corpo un personaggio e collegandosi -in un modo che avesse senso- a quella già creata dai compagni. A un certo punto venivano anche inseriti degli elementi di disturbo, che non c’entravano nulla con la storia, e la sfida era quella di fare in modo che anche questi potessero integrarsi col resto della storia, andando ad aggiungere altri personaggi che dessero loro un senso.
Il gioco serviva a farci capire che ognuno di noi  può essere utile al gruppo e che occorre costruire insieme il senso delle nostre azioni.

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L’attività successiva è stata proprio quella di scegliere le proposte da portare avanti l’anno prossimo al Consiglio, anche con i nuovi consiglieri che verranno, fra quelle su cui possiamo impegnarci noi direttamente. Le altre invece saranno proposte che faremo al Consiglio dei grandi, alle Presidi, etc…

Alla fine dell’incontro ci siamo divisi in gruppi e ci siamo preparati per la serata finale del 31 maggio nella quale incontreremo la Giunta Comunale e il Consiglio dei grandi per presentare loro le nostre proposte.

 

Divisione delle idee per aree

Il nostro quinto incontro è stato il più impegnativo di tutti perché rileggendo il lavoro fatto nei primi quattro ci siamo accorti di avere prodotto tantissime idee, ma tutte sparse e su temi diversi, quindi difficili da presentare e anche da sviluppare.

macroaree-Cervia-2018

Allora abbiamo deciso di raccoglierle in 4 cartelloni, dividendole in queste aree:
1) viabilità e lavori pubblici;
2) proposte per la scuola;
3) ecologia e sociale;
4) educazione civica e scelte responsabili.

Questi sono i quattro cartelloni che abbiamo prodotto, con tutte le idee raccolte:

 

Nuvole e plastici

All’inizio del quarto incontro abbiamo fatto il gioco “camminare sulle nuvole” nel quale una persona camminava sulle mani di tutti gli altri e ognuno doveva essere pronto a sorreggere chi camminava nell’aria. Il gioco ci insegna che se siamo insieme e siamo tutti pronti ad aiutarci le nostre idee si possono realizzare.

Quindi abbiamo continuato a raccogliere le idee, quelle nostre e quelle che ci hanno suggerito i nostri compagni; qualche classe ha addirittura prodotto dei plastici per presentare le proprie proposte su un nuovo skatepark, sulla pineta e sul lungomare.

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Ascoltare… con la schiena!

Il terzo incontro è incominciato con un gioco che serve a favorire la capacità di ascoltare e raccogliere le idee degli altri. Disposti in cerchio, il gioco consisteva nel disegnare una figura con un dito sulla schiena del compagno vicino, poi si proseguiva come nel gioco del telefono senza fili.
Alla fine si verificava che figura era arrivata in fondo al giro e si rifletteva sul perché (e come)  fosse cambiata lungo il percorso.

Poi abbiamo ripreso a ragionare sulle diverse modalità possibili per raccogliere idee dai nostri compagni e a raccogliere le nostre proposte per migliorare la città, presentando anche quelle raccolte nelle nostre classi; una di queste ha lavorato in particolare su come vorrebbe il nuovo parco, anche attraverso dei disegni!

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Siamo tutti “Re del mondo”! O quasi…

Nel secondo incontro di quest’anno abbiamo subito iniziato con un gioco: “il Re del mondo“. Uno alla volta abbiamo indossato una corona che ci faceva diventare re e potevamo decidere come migliorare Cervia. Ognuno ha espresso i suoi desideri e abbiamo riflettuto sulle conseguenze che questi avrebbero e su come alcuni fossero in contrasto fra di loro.

È stato il primo incontro in cui abbiamo ragionato sulle nostre idee per migliorare la città, presentando anche quelle che alcuni avevano raccolto nelle proprie classi.

Abbiamo anche iniziato a valutare le diverse modalità possibili per raccogliere idee dai nostri compagni a scuola ma anche al di fuori.
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Dalla yurta mongola ai nomadi peul dell’Africa

Il primo incontro del nostro Consiglio di quest’anno è stato un po’ come un viaggio intorno al mondo!

Siccome c’erano diversi nuovi consiglieri, abbiamo iniziato con un gioco di presentazione che si chiama “la yurta mongola” che ci ha fatto riflettere sulla fiducia e sulla collaborazione. In cerchio, tenendoci per mano, ci siamo lasciati cadere uno in avanti e il suo vicino indietro e così via… scoprendo così di rimanere in equilibrio, proprio come avviene per la tecnica di costruzione delle tutte, le abitazioni della mongolia.

Yurta mongola-Cervia-2018

Quindi Emanuela e Michele ci hanno fatto scoprire la visione dell’etnia africana dei nomadi Peul per i quali le persone possono aiutarsi fra di loro anziché vedersi come dei “lupi” in concorrenza. Più precisamente i nomadi Peul dicono che ognuno di noi può essere “cura” per l’altro.

Questa riflessione ci ha introdotti a un altro gioco, quello delle “Avvertenze e modalità d’uso“, al quale ha partecipato anche il nostro Sindaco Luca Coffari che era venuto a farci un saluto e ad augurarci buon lavoro per l’anno che iniziava. In questo gioco abbiamo immaginato di essere dei farmaci e ognuno di noi doveva compilare un bugiardino con le indicazioni che descrivessero il proprio carattere, i propri difetti e in che cosa ognuno pensa di poter essere utile, come “cura” per gli altri.

Bugiardini-Cervia-2018

In conclusione abbiamo riflettuto sui motivi che ci hanno spinti a partecipare al Consiglio, prima facendo memoria storica -con i consiglieri che c’erano anche lo scorso anno- poi chiedendo anche ai nuovi entrati le motivazioni per questo impegno.

 

Guardare avanti e dividere le proposte per aree tematiche

Il nostro quinto incontro di questo Anno Scolastico, è iniziato con un gioco di movimento che ci ha insegnato a guardare un po’ più avanti di quanto siamo abituati a fare.

Solo così infatti era possibile riuscire a vincere, con la capacità di immaginare dove sarebbe arrivato dopo un po’ il movimento delle persone disposte in cerchio che si spostavano rapidamente nella sedia libera alla loro destra, in modo da poter mettere un giornale sulla sedia vuota prima che un bambino ci si sedesse sopra.

Sembra facile, ma finché non si impara a pensare un po’ più avanti non si riesce proprio nel gioco!

Quindi, abbiamo fatto un’altra attività: abbiamo ripreso le idee e le proposte emerse nell’incontro precedente, scritte su dei fogli, e le abbiamo divise in gruppi, in base all’argomento che trattavano.

Il gioco dei nodi e le nostre idee per un nuovo Parco nella nostra città

L’incontro di ieri è iniziato con il “gioco dei nodi”.
Le regole sono le seguenti:
– Iniziare disposti a cerchio;
– Stendere le braccia e alzarle fino all’altezza delle spalle;
– Chiudere gli occhi;
– Camminare sino al centro cercando di trovare le mani di altri compagni, possibilmente non di quelli vicini;
– Dopo aver trovato una mano per ogni mano aprire gli occhi;
– Quando tutti hanno le due mani unite ad altre due, cercare di sciogliersi.

Abbiamo ripetuto il gioco per tre volte; il gioco è bello perché ogni volta viene diverso e ci insegna che siamo tutti collegati fra noi e dobbiamo imparare a collaborare per risolvere i problemi comuni.

Nella seconda parte della mattina il nostro Sindaco, Luca Coffari, è venuto a trovarci, a sorpresa, e ci ha proposto di ragionare su come vorremmo che fosse un parco pubblico per la nostra città.

Michele per darci uno spunto di creatività ci ha allora mostrato due video molto belli che raccontano la storia di due vecchietti che hanno creato due parchi giochi per i bambini molto particolari: il primo è Alberto Manotti, chiamato “il re del pó”, che nel giro di 40 anni ha costruito un gigantesco castello con i legni portati dalla corrente del fiume.

Il secondo è Bruno Ferrin, che ha dedicato la sua vita alla costruzione di giostre nel boschetto di pioppi da lui acquistato a Nervosa della Battaglia (vicino a Treviso) creando così il Parco “Ai Pioppi”, il primo luna-park al mondo che funziona interamente senza elettricità!

Abbiamo quindi provato ad immaginare nuovi giochi, ma anche come avremmo potuto disporli nello spazio… poi li abbiamo disegnati, dopo esserci divisi in piccoli gruppi ed esserci confrontati fra di noi.

 

Dai simboli ai contenuti, per una comunicazione efficace

ccbb gioco gruppoVenerdì 12 marzo, partendo dalle riflessioni dell’incontro precedente, i ragazzi hanno finalizzato l’impegno all’idea di una comunicazione efficace sul risparmio del rifiuto e sul rispetto ambientale.

I giochi di gruppo attivati nel precedente incontro avevano lasciato ai ragazzi i tre simboli rappresentativi del lavoro conclusivo: i simboli mano, bocca e occhio a definire come comunicare il messaggio, quale messaggio comunicare ed il simbolo che accompagna il messaggio. I tre gruppi sono stati divisi in tavoli di lavoro, dove un rappresentante, il maggiore di età nel gruppo, ha fatto da facilitatore per i più piccoli ed insieme hanno prodotto diversi contenuti relativi agli elementi sui quali dovevano lavorare.

Da questo momento si è evidenziato concretamente il pensiero di una comunicazione più che di costruzione del “bidone creativo”. Infine i gruppi hanno condiviso alcuni contenuti con l’obiettivo di selezionarne due o tre al massimo durante il prossimo incontro e nella stessa giornata legare gli elementi per finalizzare il progetto “Bidone creativo in pineta” con una efficace comunicazione.

Mani, bocca, occhi… disegnando per imparare a cooperare

La giornata di martedì 11 febbraio è iniziata con una breve introduzione di Anna, la quale ha comunicato ai ragazzi che il progetto “bidoni creativi in pineta” ha ottenuto il sostegno di Hera con una finanziamento di duemila euro.

A seguire Emanuela ha invitato ogni bambino a partecipare ad un gioco collettivo che li riguardasse come gruppo; la partecipazione è stata molto attiva al “gioco della zattera”, che vedeva tutti i bambini immaginarsi su una zattera in mezzo al mare da cui non dovevano cadere, rimanendo sempre in movimento.

ccbb gioco 1102 aLa conduttrice ha introdotto una riflessione su come si comporta un grande gruppo che ha un obiettivo comune, come collabora e si coordina.
In seguito Emanuela ha chiesto ai bambini di individuare le criticità nelle varie proposte fatte negli incontri precedenti.

L’obiettivo del tavolo di lavoro era appunto fare capire ai ragazzi il passaggio dall’ideazione alla concretizzazione dei progetti, anche per il fatto che Hera finanzierà tali progetti.

Fra le varie idee che sono venuti fuori nella discussione dei ragazzi abbiamo:

– sensibilizzare le persone a buttare la carta negli appositi contenitori;

– invitare le persone ad andare in pineta;

– non rovinare l’estetica della pineta;

– come investire i soldi

– che tipo di materiali usare per la produzione dei bidoni.

ccbb gioco 1102 bDopo di ché è stato fatto un secondo gioco per facilitare la confidenza e l’interazione dei ragazzi: in base al simbolo disegnato (mano, bocca e occhi) sono stati divisi in tre gruppi di lavoro.

Nel prossimo incontro a marzo, non si lavorerà più con il grande gruppo ma con i piccoli gruppi, per poter osservare meglio l’interazione fra di loro.

I ragazzi divisi nei tre gruppi, avranno ciascuno un tema da sviluppare, arrivando poi all’ideazione e concretizzazione del progetto:

bocca: regola, informazione (COSA SUGGERISCE)

mani: comunicazione (COME SUGGERISCE)

occhi: immagine/simbolo (CHI SUGGERISCE)