Cosa VOGLIAMO? No, cosa POSSIAMO FARE!

 

Dopo il gioco dei naufraghi, i nostri ragazzi hanno iniziato ad esprimere liberamente i loro pensieri e i loro desideri. La domanda era: “cosa necessitano la vostra scuola e la vostra città per essere migliori?”

Le proposte, le segnalazioni e le idee emerse sono state tantissime e di vario tipo: necessità di avere maggiore materiale a scuola, spazi scolastici più ampi, costruzione di piste ciclabili, incroci pericolosi da segnalare, illuminazione pubblica da potenziare, parchi pubblici da pulire bene ecc…..

L’elenco delle cose da fare per rendere la propria città e le proprie scuole migliori poteva durare all’infinito ma fare un elenco non risolveva molto.

Cosa fare allora?

Innanzitutto bisognava chiedersi a chi queste segnalazioni e richieste andavano rivolte: tutte alla stessa persona? Al Sindaco? Al Dirigente Scolastico? Agli insegnanti? Ai genitori?

La risposta ovviamente era no, non tutte alla stessa persona. Inoltre sorgeva un’altra domanda: ogni questione era da riportare subito alla persona referente oppure era importante vedere se prima si poteva risolvere con un po’ di buona volontà da sé con i propri coetanei, con le proprie maestre, i propri genitori?

Solo le segnalazioni/richieste che non potevano essere risolte da sé, dovevano essere riportate alla persona referente, ma a questo punto era necessario tener conto di costi e tempi tecnici di realizzazione.

A questo punto i ragazzi hanno scoperto che la domanda diventava un’altra: “cosa possiamo fare noi per una scuola, per una città, per un mondo migliore?” ossia quali erano per i ragazzi i temi più cari sui quali potevano fare qualcosa direttamente, in prima persona.

Il gruppo ha effettuato la scelta sulla base di un criterio: l’argomento da trattare doveva riguardare tutti i loro coetanei e famiglie, indipendentemente dalla scuola e dal paese di provenienza. Presupposto ciò, la scelta tra le cose elencate è diventata piuttosto semplice: l’uso corretto del cellulare e la raccolta differenziata.

Riguardo il primo argomento ai ragazzi interessava diffondere la conoscenza per un uso “sano” e rispettoso del cellulare, strumento di comunicazione oramai utilizzato da tutti, anche dai più piccoli. Riguardo alla raccolta differenziata, il consiglio era interessato a promuovere l’importanza di tale abitudine e un senso di responsabilità nei coetanei.

 

I ragazzi si sono suddivisi in 2 gruppi, uno su elettromagnetismo ed uno su raccolta differenziata, per iniziare ad approfondire gli argomenti e studiare delle azioni.

Il lavoro svolto ha avuto l’obiettivo di far riflettere sul fatto ogni persona, ogni cittadino ha la sua piccola parte di responsabilità nella costruzione di una società migliore e che l’elenco delle lamentele, la delega ad altri non portano lontano. Si è cercato di far riflettere sul fatto che ci sono diversi livelli di responsabilità/potere, partendo dalle persone a noi più vicine. Si è riflettuto, infine,  sul fatto che chiedere non vuol dire ottenere, non vuol dire pretendere, ma vuol dire anche informarsi, conoscere e ragionare in quale contesto si pone la propria richiesta, e  che cosa serve per realizzarla.

Queste riflessioni non hanno voluto disincentivare i ragazzi dal segnalare quanto loro vedono e notano nelle loro scuole e nella loro città, anzi hanno cercato di promuovere uno sguardo più attento, più consapevole e più responsabile.

 

 

 


 

 

Cosa VOGLIAMO? No, cosa POSSIAMO FARE!ultima modifica: 2011-05-17T11:21:25+02:00da cres-ce
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