Libera Terra – Una importante realtà nella lotta contro la mafia


Libera Terra.jpgL’Associazione Libera
è nata il 25 marzo 1995 con l’intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia. Attualmente, Libera è un coordinamento di oltre 1500 associazioni, gruppi, scuole, realtà di base, territorialmente impegnate per costruire sinergie politico-culturali e organizzative capaci di diffondere la cultura della legalità. La legge sull’uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l’educazione alla legalità democratica, l’impegno contro la corruzione, i campi di formazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attività antiusura, sono alcuni dei concreti impegni di Libera.

 

Libera Terra è il marchio che contraddistingue le produzioni biologiche sulle terre liberate dalla mafie in tutta Italia e curate dalle cooperative sociali che aderiscono al progetto. Gli obiettivi sono stimolare la nascita di un circuito di economia legale, nel rispetto dei diritti dei lavoratori e dell’ambiente, che permetta di restituire valore alle terre sottratte ai mafiosi e di rafforzare il mercato legale del lavoro nelle aree meridionali.(www.liberaterra.it). La cooperativa “Beppe Montana”, nata il 23 giugno 2010, è la prima cooperativa di Libera Terra nata nelle province di Catania e Siracura: è intitolata alla memoria di Beppe Montana, il commissario catanese ucciso da Cosa Nostra a Palermo nel 1985.

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20 novembre: Giornata Mondiale della Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Infanzia

La bambina che zittì il mondo per 6 minuti

 

Severn Suzuki.pngNel 1992 Severn Suzuki non era altro che una bambina. Era una bambina e, al contrario di tanti suoi coetanei, preferì andare al “Vertice della Terra delle Nazioni Unite” a Rio de Janeiro piuttosto che giocare. Fece una raccolta fondi e con una delegazione di suoi coetanei arrivò a parlare davanti ai potenti (o presunti tali) del mondo. Severn Suzuki aveva 12 anni, ma quel giorno ebbe una capacità d’analisi degna di un premio Nobel. Zittì il mondo con un discorso che durò poco più di sei minuti. Non fu un vero e proprio un j’accuse, ma semplicemente un punto di vista sfociato in una richiesta di un mondo migliore. Quella bambina canadese 18 anni fa, impugnò il microfono e nella maniera più ingenua e pura possibile chiese ai rappresentanti delle Nazioni Unite: “Come mai se voi grandi insegnate a noi bambini di essere generosi fate le guerre e non utilizzate quelle forze e quei soldi per sfamare chi non mangia?”. L’innocenza di un bambino, come è noto, è in grado di essere molto più persuadente di una qualsiasi strategia e pianificazione di un adulto. Ho paura di andare fuori al sole perché ci sono dei buchi nell’ozono ho paura di respirare l’aria perché non so quali sostanze chimiche contiene” esternava così le proprie ansie e le proprie considerazioni. E richiedeva, ancora in quella maniera pura e cristallina “non sapete come si fa a riparare i buchi nello strato di ozono, non sapete come riportare indietro i salmoni in un fiume inquinato, non sapete come si fa a far ritornare in vita una specie animale estinta, non potete far tornare le foreste che un tempo crescevano dove ora c’è un deserto. Se non sapete come fare a riparare tutto questo, per favore smettete di distruggerlo”. Severn Suzuki è cresciuta e oggi ha 30 anni. Ha continuato il suo attivismo dimostrato in tenera età, collaborando in modo reale e concreto alla tutela ambientale.

 

Qualcosa è cambiato!

 Anche se molte cose non sembrano cambiate dal discorso di Suzuki e ci troviamo a ripetere, ancora oggi a distanza di 20 anni, le stesse richieste di un mondo migliore, non bisogna pensare che non siano stati fatti dei progressi. Per esempio, provate ad andare sul sito www.buonenotizie.it e potrete trovare tante  iniziative, esperienze, progetti molto positivi. Ecco alcune delle ultime buone notizie in campo ambientale:

¨ Un quartiere ecosostenibile, con palazzi pensati per ridurre l’inquinamento atmosferico, verde pensile e alghe che producono ossigeno. Non è una favola ma un nuovo innovativo progetto che si sta realizzando in una città della Cina.

¨ Finalmente anche i piatti e i bicchieri di plastica monouso possono essere inseriti nel normale circuito della raccolta differenziata degli imballaggi di plastica

¨ Innovazione e sostenibilità insieme per un parco giochi. L’innovativo parco di Roma prevede l’installazione di pannelli fotovoltaici sia sulle strutture ludiche che all’interno dell’area gioco: per accumulare energia durante il giorno e restituirla quando cala il sole. Lo scopo è quello di ottenere uno spazio ben illuminato anche quando c’è buio, evitando così atti vandalici e frequentazioni poco raccomandabili. Inoltre viene impiegata un’energia pulita e rinnovabile, quella solare, che permette anche di risparmiare consumi dell’illuminazione pubblica, eliminando i classici lampioni in favore di un suggestivo spettacolo regalato da “giochi luminosi”.

Quindi possiamo concludere, riprendendo il titolo di un libro di cui è autore anche il nostro Michele, “non è vero che tutto va peggio … il mondo continua a migliorare anche se non sembra” che ci esorta a non abbatterci, ad avere fiducia nel futuro e continuare ad impegnarci per un mondo migliore perché le premesse ci sono.